Panhormos (Tutto porto) – oder: Palermo und das Meer / Il mare di Palermo

Scheinbar hatte Palermo einst den schönsten Hafen Siziliens. Daher der griechische Name Pan (alles) Hormos (Hafen).

Ich wollte seit langem nach Süditalien kommen. Es dauerte beinahe vier Jahre, bis ich die richtige Gelegenheit fand – die richtige Tätigkeit, das richtige Umfeld. Angesichts der überwiegend prekären Situation im Süden, war es nicht einfach, überhaupt etwas zu finden, was den Lebensunterhalt einigermaßen sichert. Als ich es endlich schaffte, über die deutsche Organisation „kulturweit“ Positionen an Goethe-Instituten in Süditalien anzuregen, hoffte ich auf Neapel – die Stadt meines Vaters, die Stadt meines Herzens. Jedes Mal, wenn ich zum ersten Mal seit langem wieder an der Promenade Neapels stehe, mit dem blauen, schleierhaften Golf vor meinen Augen, verschlägt es mir für einen Moment den Atem, dann breitet sich in mir das wohlige Gefühl aus, angekommen zu sein. Das war’s, mehr muss ich in meinem Leben nicht sehen.

Als ich ein Angebot aus Palermo erhielt, war ich etwas enttäuscht, aber vor allem zwiegespalten. Mein erster Gedanke war: Palermo ist schön, aber dort gibt es kein Meer. Wo ist das Meer in Palermo? Der Hafen und die Promenade sind so traurig, so verschlossen, so isoliert im Vergleich zu Neapel. Wo werde ich hingehen, um meiner Seele Raum zu geben?

Seit meiner Ankunft vor zwei Monaten war ich erst zwei oder drei Mal an der Promenade. Es ist nicht dasselbe Gefühl von Freiheit, das in mir aufkommt, wenn ich entlang des Golfs von Neapel spaziere. Im Gegenteil. An Palermos Meeresufer fühle ich mich eingezwängt.

Erst am vergangenen Sonntag fand ich im Ecomuseo del Mare (Mare Memoria Viva) heraus, dass dieses Gefühl nicht von ungefähr kommt. Ich fand heraus, dass das Verhältnis Palermos zum Meer ein extrem komplexes ist, dass das Gefühl von Isolation historisch gewachsen ist. Nur von wenigen Punkten der Stadt aus ist das Meer sichtbar – das war nicht immer so. In den 50er und 60er Jahren hat die Mafia und die lokale Administration unter Salvo Lima dazu beigetragen, das Meer von der Stadt abzugrenzen. Der damalige Bauboom (Sacco di Palermo) hat den Palermitanern das Meer genommen.

Glücklicherweise ist Palermo als Zentrum des Mittelmeerraums (und Peripherie Europas) Avantgarde in vielerlei Hinsicht und so setzen sich viele Aktivisten, u.a. die Mitarbeiter des Ecomuseo del Mare dafür ein, Palermo und den Palermitanern das Meer zurückzugeben.

Vielleicht ist Palermo nicht meine Liebe auf den ersten Blick, ich spüre, dass ich Zeit brauche, der Stadt näher zu kommen. Dafür weiß ich, dass diese Liebe nachhaltig sein wird.

ITALIANO

A quanto pare, una volta Palermo aveva il porto più bello della Sicilia. Da qui il nome greco Pan (tutto) Hormos (porto).

Volevo venire nel sud Italia da molto tempo. Ci sono voluti quasi quattro anni prima di trovare l’opportunità giusta – il lavoro giusto, l’ambiente giusto. Considerando la situazione prevalentemente precaria del sud, non è stato facile trovare qualcosa che potesse garantirmi un sostentamento sufficiente. Quando finalmente sono riuscita, attraverso l’organizzazione tedesca „kulturweit“, a ottenere una posizione presso gli Istituti Goethe nel sud Italia, speravo per Napoli – la città di mio padre, la città del mio cuore. Ogni volta che mi ritrovo sul lungomare di Napoli per la prima volta dopo molto tempo, con il golfo blu e velato davanti ai miei occhi, il panorama mi toglie un attimo il fiato, poi la piacevole sensazione di essere arrivata si diffonde dentro di me. È tutto, non devo vedere altro nella mia vita.

Quando ho ricevuto un’offerta da Palermo, sono rimasta un po‘ delusa, ma soprattutto divisa. Il mio primo pensiero è stato: Palermo è bella, ma non c’è il mare. Dov’è il mare a Palermo? Il porto e il lungomare sono così tristi, così chiusi, così isolati rispetto a Napoli. Dove andrò a dare spazio alla mia anima?

Dal mio arrivo due mesi fa, sono stata al lungomare poche volte. Non è la stessa sensazione di libertà che provo quando cammino lungo il Golfo di Napoli. Al contrario, sulla riva del mare di Palermo mi sento stretta.

Solo domenica scorsa ho scoperto all‘Ecomuseo del Mare (Mare Memoria Viva) che questa sensazione non è casuale: il rapporto di Palermo con il mare è estremamente complesso e il senso di isolamento è cresciuto storicamente. Il mare è visibile solo da alcuni punti della città – non sempre è stato così. Negli anni ’50 e ’60 la mafia e l’amministrazione locale di Salvo Lima contribuirono a separare il mare dalla città. Il boom edilizio dell’epoca (Sacco di Palermo) portò via il mare dai abitanti.

Fortunatamente, Palermo, centro del Mediterraneo (nonostante periferia d’Europa), è per molti aspetti all’avanguardia e tantissimi attivisti, tra cui lo staff dell’Ecomuseo del Mare, si impegnano a restituire il mare a Palermo e ai Palermitani.

Forse Palermo non è il mio amore a prima vista, sento che ho bisogno di tempo per avvicinarmi alla città. Ma so che questo amore durerà.

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